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Ci sono luoghi nel mondo che, almeno una volta nella vita, devono essere visti.
Come ad esempio Parigi; Parigi la capitale dell’amore e della Francia, la capitale delle Baguette e della Tour Eiffel.

Colei che è sita presso l’Île-De-France, regione della Francia settentrionale, che traspare un continuo cambio di clima, colei che da spazio a più di 2milioni di abitanti provenienti da qualsiasi angolo del vasto e multietnico pianeta terra. Ebbene sì, Paris!

Oramai raggiungere la capitale francese è un gioco da ragazzi, diciamocelo; le compagnie low-cost, naltro po’ che stiamo qui, ci tirano dietro i biglietti per raggiungerla! Effettivamente, è anche grazie a loro, se è così visitata; infatti, Parigi è la città più visitata al mondo, con oltre 28 milioni di turisti all’anno (alla faccia!).
La lingua principale, la sola parlata (l’inglese è realmente un optional, conosciuto da 1 persona su 4), è il Francese.

Con immenso piacere, ho avuto l’onore e la possibilità di visitare questa magnifica città, potendo così cogliere alcune sfumature da “allegro turista” ed ora narrarvi ciò che m’è saltato più all’occhio.

N.B. Tengo a precisare che le immagini qui di seguito, come quella di copertina, non sono state soggette ad editing particolare (solo aggiustamento di luci e contrasto) né ad aggiunta di filtri vari.

parigi 1

Partendo dal presupposto che Parigi, proprio perché è la città più visitata al mondo con persone davvero, provenienti da qualsiasi posto del pianeta terra (e non solo), è uno dei luoghi più sporchi che io abbia mai visitato.
Oltre a questo dettaglio; è anche la città più cara al mondo, secondo “The Economist” (su una ricerca del 2010) ed anche secondo le mie tasche: un caffè classico (non un cappuccino) ed una brioche, siamo riusciti a pagarlo ben 6€.

Nulla da togliere alla città in sé, con le sue opere d’arte, i monumenti colossali, le brioches con crema e pezzettini di cioccolato e chi più ne ha ne metta, ma vi giuro che la città è sporca a causa (non voglio mettere il dito nella piaga) delle persone che ci vivono e del fatto stesso che loro sono non curanti.
Ho trascorso un episodio poco simpatico, a causa della loro sporcizia, in un appartamento parigino; dopo poche ore che eravamo in questo alloggio, ci siamo dovuti trasferire, al fine di trovare un luogo più pulito e salutare. C’era addirittura un coniglietto (porello) in bagno, che avremmo dovuto accudire!
Ma robe de matt!

Chiusa questa parentesi, continuiamo il nostro viaggio! Mettiamo da parte quella sorta di “campanilismo”, specialmente legato alla nostra etica, l’idea di pulizia e procediamo.

Ammetto che quattro giorni sono pochi per visitare una capitale così vasta; le linee della metropolitana sono veramente tante, pressoché più del doppio delle linee metropolitane che fluttuano per Milano, ed i posti noti, che meritano di una visita, sono altrettanti. Ma ci torneranno di grande aiuto in seguito..

Dopo aver fatto un itinerario bello dettagliato, possiamo cominciare la nostra avventura circumnavigando la Senna.

Paris map

Armatevi di cartina, ne avrete estremo bisogno!

GIORNO PRIMO

Il primo giorno, ossia il giorno dell’arrivo, è sempre un terno all’otto; arrivando nella metropoli abbastanza presto (chi ne ha la fortuna), dopo aver depositato valigie e armeria varia, ci si può imbattere in avanscoperta verso l’Arco di Trionfo e l’Avenue de Champs Elysees, piuttosto che la Tour Eiffel o, ancora, la ruota panoramica.
Io, aimè, sono arrivata tardi a Parigi, verso le 20 di sera, ho avuto strani imprevisti inaspettati, ed ho avuto la disponibilità di gustare la città solamente dalla metropolitana: grazie ad essa, comunque, ho addocchiato la torre by night, piena di luci e sfarzi vari; un piacere irripetibile occhi e mente!

Altra visita immancabile, sempre al giorno primo, è quella della metro appunto, del suo utilizzo e della sua funzionalità; a meno che uno non giri in taxi, cosa che credo costi un occhio della testa, la metro è utilissima: grazie alla connessione tra le varie linee, si possono raggiungere i principali punti di forza del paese.

Ogni grande fermata, ha una grande insegna con tanto di sottolineatura su quale monumento/luogo importante si trovi lì.

GIORNO SECONDO

Dopo una grandiosa dormita, una bella colazione a base di cappuccio e cornetto, il nostro tour può veramente dire di esser cominciato.
Il secondo giorno credo sia il più “laborioso”, nel senso che bisogna recuperare anche quel che non s’è visto nel primo giorno e quindi si corre a destra e a manca al fine di vedere tutto quel che c’è da vedere.
Mai perdersi d’animo!

Per semplicità noi, arrivando ad occhio e croce dal Palazzo dei Congressi (Porte Maillot), siamo partiti con l’Arco di Trionfo per poi proseguire verso il viale di Champs Elysees e a finire della mattinata la Tour Eiffel, il tutto a piedi dato che queste zone sono abbastanza ravvicinate tra loro.

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L’Arco di Trionfo è piazzato nel cuore di una enorme rotonda (nota anche col nome di piazza in questo caso, “Place de l’Étoile” attuale “Place Charles de Gaulle”), all’inizio del famoso viale di Champs Elysees; fu costruito nel 1800 (1806-1836) per celebrare le vittorie di Napoleone.
Le raffigurazioni che si possono vedere su questo arco sono relative alle battaglie alle quali i Francesi hanno partecipato.
Altra cosa interessante, l’Arco è circondato da 100 colonnine rappresentanti i cento giorni, che simboleggiano un periodo della storia europea; tra il ritorno di Napoleone dall’esilio dell’Isola d’Elba (1815) e la restaurazione della dinastia Borbone sotto Re Luigi XVIII.
Ulteriore dettaglio è una tomba presente sotto l’arco, con le reliquie del noto milite francese (“ICI – REPOSE – UN SOLDAT – FRANCAIS – MORT – POUR LA PATRIE – 1914 . 1918”).

Tour Eiffel

La Tour Eiffel o Torre Eiffel, è simbolo di Parigi e della Francia; alta ben 324m (antenna inclusa), realizzata con 18.038 pezzi di ferro forgiato e mezzo milione di bulloni, un peso di 10000 tonnellate, e lavoro duro di ben due anni (1887-1889).
È stata creata per l’Esposizione Universale del 1889, che si tenne a Parigi per celebrare il centenario della Rivoluzione Francese, ed ideata dall’Ingegnere Gustave Alexandre Eiffel: colui che costruì la struttura interna della Statua della Libertà.

La Tour Eiffel rischiò di esser demolita, finita l’Expo del 1889, perché l’elité Parigina e la classe di letterati Francesi ritenevano il monumento poco consono alla corrente artistica dell’epoca; fu risparmiata perché sarebbe potuta tornare utile come oggetto di uso consumistico: quello di collegare ed implementare antenne per la nuova scienza della radiotelegrafia.
È tutt’ora classificata come una torre “autoparlante”, ha 3 piani e due ascensori: è possibile visitarla a pagamento.

Dopo aver visto questi cimeli, è giunto il momento dei Souvenir! Quale altro luogo migliore de “Galeries Lafayette”; un enorme centro commerciale situato presso il viale Haussmann nel quartiere IX Arrondissement di Parigi, la parte nord del centro cittadino.
L’apertura risale al 1912 ed è in pieno stile Art-Nouveau (come gran parte delle architetture e delle decorazioni che si possono incontrare a Parigi).

Galeries Lafayette

Ma prima di terminare la giornata, si potrebbero fare due passi fino a l’Opéra; il Teatro Pubblico che cerca di mostrare al mondo le più importanti opere del patrimonio lirico e opere coreografiche di arte contemporanea.
Fu fondata nel 1669 ed ospita ben due sale importanti.

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GIORNO TERZO

Il terzo giorno non può che aprirsi magnificamente, specialmente in una stagione ballerina come quella invernale (di fine febbraio); “cielo a pecorelle, acqua a catinelle!” (e che catinelle!).
Ma nulla può fermare l’instancabile viaggiatrice Greta, odio stare ferma quando sono in una grande città: ritengo prezioso ogni attimo, quando sono in vacanza, ed è bene non sprecarlo.

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Finalmente il Louvre, finalmente quelle fatidiche piramidi egizie che si vedono su cartoline, stampe, pubblicità e chi più ne ha ne metta.
Ritengo che sia una meta da vedere il Museo del Louvre, anche solo da fuori s’intende; ne vale la pena, in quattro giorni.

Il Museo del Louvre, nella foto il museo vero e proprio non si vede perché giace alle mie spalle, è innanzitutto uno dei musei più celebri al mondo, la stima annua di visita è di 8,8milioni di visitatori (dati del 2011).
Si sdraia tra la celeberrima Senna e la Rue de Rivoli; originariamente era una fortezza, fu costruita verso la fine del XII secolo durante il regno di Filippo II, nei rifacimenti successivi fu sede reale e governativa.
Fino al 1682 fu il luogo principe della monarchia francese, poi il re Luigi XIV decise di trasferirsi nella Reggia di Versailles, ma rimase comunque il luogo formale fino al termine dell’Ancien Régime nel 1789.
Grazie al governo rivoluzionario, nel 1793 il palazzo fu inaugurato come Museo. Nonostante il suo nuovo aspetto artistico non si fece mancare conferenze ed enti governativi fino agli anni ’90.

Altra zona di notevole importanza è certamente quella di Cité.
Cité, ma che stai a dì? Eh sì, Cité è la fermata indicativa della metropolitana per raggiungere la Cattedrale di Notre Dame; la “Cattedrale Metropolitana di Nostra Signora”, il principale luogo di Culto cattolico di Parigi nonché patrimonio dell’UNESCO dal ’91.
È sita nell’area orientale de l’Île-De-Cité, una delle due isole fluviali della Senna, dove fu rifondata la città medievale.
La cattedrale rappresenta una delle creazioni gotiche più celebri del mondo ed uno dei monumenti più visitati di Parigi, oltre a quelli sopra elencati.
Notre Dame cominciò ad essere costruita nel 1163, completata nel 1344 e consacrata il 19 Maggio 1182; però, in base alla Legge Francese di divisione tra Stato e Chiesa del 1905, l’edificio è di proprietà dello Stato Francese, come tutte le Cattedrali fatte costruire dal Regno Francese, ed il suo utilizzo è affidato alla Chiesa Cattolica.
L’entrata è libera e gratuita.

Il giorno quattro, aimé, è stato il giorno di ritorno in patria ed ho visto poco niente.
Vi lascio con altre foto della “Parigi Underground”.

Ciò che ho potuto apprezzare nell’andare a Parigi verso fine febbraio:

Devo ammettere che alcuni turisti, che vanno frequentemente a Parigi in questo periodo, hanno detto che il clima era abbastanza buono quest’anno; come si può ben notare dalle foto: le condizioni climatiche cambiavano frequentissimamente, addirittura le foto della Tour Eiffel sono state fatte un paio con il “sole”, un paio con la pioggia.
In buona parte dei panifici, il pane e i dolciumi prodotti sono buoni (anche le baguette appena sfornate, da 0,38€, del Carrefour erano decisamente okay).
Ci sono zone “desertiche”, dove c’è poco niente ed altre in cui non c’è un buco libero senza un negozio.
Ci sono supermercati luridi, come alcune aree della città e molto puzzolenti.
Alcune persone sono per lo meno servizievoli e gentili ma quando si raggiungono i luoghi di punta, la pazienza e la gentilezza tendono a calare.
Lo stile Art-Nouveau è un gran bel vedere, dal vivo, per gli occhi e la mente; le vetrate sfarzose e pullulanti di colore, sono un qualcosa di sbalorditivo.

Attualmente la Francia è ultra controllata, specialmente l’Île de France; ogni volta che si entra in un negozio, c’è il controllore che verifica quel che hai addosso (nel giubbotto), nella borsa/zaino e valigia, per vedere se hai con te armi varie.
Inoltre, sono numerosi i militari armati di Kalashnikov, principalmente in aeroporto e nei perimetri affollati.

Alcune informazioni utili sulle tariffe:

Parigi è piuttosto cara come città.
Il mezzo principale è la metro: un biglietto ticket t+ valido per una sola corsa e per una persona (di andata, non andata e ritorno) costa 1,80€. Spesso queste linee sono intrise di persone, è bene selezionare l’ora giusta per evitare di dover aspettare la metro successiva, anche se passano tutte a distanza di 2minuti di orologio.
Lo stesso biglietto ticket t+ valido 24h, costa 7€, si possono fare tutte le corse che si vogliono a patto che non si superino le 24h; per più giornate, il prezzo è lo stesso moltiplicato per il numero di giorni (es. due dì per una persona con biglietto 48h = 14€). I bimbi pagano metà biglietto/abbonamento.
Molti hotel (tutti penso) applicano una tassa di soggiorno che può variare di zona in zona, da hotel ad hotel (noi, con 125€ di pernottamento colazione esclusa, abbiamo speso in più 5€ di tassa di soggiorno per 3 notti).
Se siete sprovvisti di cartina, non preoccupatevi: potete chiederla al centro informazioni di qualsiasi metro (solitamente si trovano all’entrata/uscita e non costa nulla!) oppure in hotel, le carte che vi daranno saranno munite di mappa della città e fermate del tram/metro/bus.

Per chi arriva da Parigi Beauvais (non imparerò mai questo nome!) potete prendere l’autobus che parte ad ogni ora circa, da e per l’aeroporto/città (Porte Maillot, Palazzo dei Congressi): il biglietto cartaceo costa 17€ a testa, di sola andata. Se fatto online (cioè QUI) vi verrà a costare 15,90€.
Fate bene attenzione quando pigliate l’autobus in direzione aeroporto perché vi troverete, nel baldacchino dove fanno i biglietti, tutti gli orari stampati delle partenze per l’aeroporto; evitate di prendere l’autobus prima, sono indicati giusti 3h prima della partenza del volo, così semmai dovessero esserci intoppi nel traffico, e sarete nel pullman giusto, avvertiranno l’aeroporto e vi aspetteranno! L’aereo non scappa!

Per qualsiasi delucidazione, non esitate a commentare qui sotto, guardare i video nel mio canale youtube o mandare una mail tramite il modulo contatti.
Sarò lieta di aiutarvi a trovare una soluzione confortevole e confacente per il vostro soggiorno!

BON VOYAGE!

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Greta Cavedon

Greta Cavedon

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Sono Greta, autrice di Squerz! Tutto quel che vedrete qui dentro beh.. È frutto di taaanta passione, voglia di fare ed un pizzico di follia!