Viaggiare in solitaria (e non): ostello sì, no e perché, la mia esperienza

ostello la mia esperienza

Qui su Squerz, non vi ho mai raccontato la mia esperienza in ostello e credo sia arrivato il momento di farlo; insomma, siete grandi abbastanza per poter leggere.

Per chi non lo sapesse, un ostello è una sorta di hotel dove andare a dormire, con la differenza che si dorme in camerate con più letti, che possono essere quattro come sei, otto o dodici, e perfetti sconosciuti.

In primis, due sono i motivi per i quali, generalmente, si sceglie di andare in ostello: prezzo e posizione.

Se si viaggia in solitaria (ma non solo), alle volte è molto più conveniente andare in ostello che in hotel; se ci si accontenta, si possono trovare letti anche a 10/15 euro, in centro città (dipende dalla zona).
Lo stesso vale se si è in quattro, per esempio; vi sono ostelli che hanno camere da quattro posti che, con una prenotazione di quattro persone, vengono riempite senza dover condividere la stanza con altri o prenotare una camera privata.

Inoltre, spesso gli ostelli si trovano in centro città, a due passi dalle piazze principali, dalla stazione o luoghi di interesse e ciò torna molto comodo per escursioni, gite, spesa, cibo e quant’altro.

Long Story Short Hostel, Koželužská (Repubblica Ceca).

Al suo interno si possono incontrare persone di tutte le età ed etnie, che viaggiano da giorni o, addirittura, mesi, e, grazie a questo fatto, si possono scoprire altre realtà e creare amicizie che durano nel tempo.

La mia esperienza in ostello

La mia prima esperienza in ostello ha origine alcuni anni fa; avevo diciotto anni appena compiuti (era luglio 2013), pochi soldi in tasca, tanta voglia di partire e nessun compagno di viaggio o, comunque, volevo starmene per i fatti miei.
La meta della mia gita era Milano; all’epoca era davvero una bella gita per me e desideravo trascorrere più di una giornata nel capoluogo lombardo, da me tanto adorato.

Per questo motivo ho deciso di prenotare online, in uno fra i tanti siti (su Hostel Bookers), ed ho prenotato presso una struttura di Lambrate.

Come prima esperienza in ostello, a Lambrate poi, tutto sommato non è andata così male; è stato solo un po’ difficile trovare la struttura, poiché non c’erano indicazioni all’esterno.
Unica nota, può succedere che una persona che condivide la camera con te, rientri tardi e voglia lavarsi ed asciugarsi i capelli, con il phon a manetta ma hey, siamo in ostello!

A seguito di questa esperienza, negli anni ho avuto il piacere di alloggiare in altri ostelli, tra cui nelle città di: Genova, Nizza, Barcellona, Innsbruck, Milano e Venezia, per un massimo di sette notti (cambiando fra varie strutture), ed in alcuni sono tornata più volte.

Ah, comunque mi è anche capitato di svegliarmi una bella mattina ed incrociare lo sguardo verso una persona, che, mentre dormiva nel letto a castello opposto al mio (al piano di sopra), si sistemava i gioielli di famiglia mezzi al vento. Ma so di per certo che non ho toccato l’apice, altri viaggiatori in solitaria hanno visto di gran lunga di meglio e più stravagante.


In genere, vi sono ostelli con camere composte da letti a castello a due o tre piani, che a loro volta possono essere divise in: miste (sia maschi che femmine), solo per maschi, solo per femmine, oppure private (queste ultime costano un po’ di più e possono avere un letto matrimoniale ed il bagno privato).
Di norma la scelta del letto è libera.

Per quanto riguarda il bagno, alcuni offrono il bagno in camera (perlomeno, la doccia) ma spesso, come capita nella maggior parte dei casi, i bagni sono pubblici, destinati quindi a tutti gli utenti del piano di quella struttura; questi ultimi, personalmente, li ho sempre trovati divisi fra maschi e femmine.

Cos’è incluso?

Nella maggior parte degli ostelli che ho frequentato, gli asciugamani ed il lucchetto per il proprio armadietto non erano inclusi nel prezzo ma, chi era interessato, poteva prenderli a prestito al costo di qualche euro o lasciando una cauzione.
Mentre, per quanto riguarda lenzuola, coperta e federina, erano sempre presenti e puliti in ciascun letto.
Inoltre, ogni letto ha il proprio armadietto dove posare indumenti, zaino, valigia ed altro.

Raramente, in camera si può trovare un dispenser di sapone e/o bagnoschiuma all’interno della doccia o accanto al lavabo.

Nella maggior parte dei casi, la struttura dispone di una cucina comune dove prepararsi le pietanze. Per quanto riguarda la colazione invece, la maggior parte delle strutture che la offre, richiede un piccolo costo extra per asciolvere.

L’iva è, generalmente, esclusa dal prezzo della camera e spesso la si paga in loco (sia in Italia che all’Estero).

The Vietnam House.

È chiaro che spendendo poco, non si può pretendere chissà cosa; quando mi addormento, neanche un trombone riesce a svegliarmi e devo ammettere che mi adatto abbastanza facilmente quindi in ostello mi sento a mio agio.

In quanto a pulizia, alcuni alloggi non fanno una piega mentre altri, come quello in cui sono stata a Barcellona, sono molto discutibili ma per il rapporto qualità/prezzo, non si può pretendere di più.

Oltre a ciò, alcune strutture offrono la possibilità di lavare ed asciugare i propri indumenti in lavatrice e asciugatrice, a pagamento. Mi è capitato di vedere strutture con una stanza adibita a lavanderia self service.

Native Hostel and Bar & Cafe, Austin (US).

Ostello sì, per chi…

Veramente, io consiglierei di provare un’esperienza in ostello a tutti.
In particolar modo, se si è in vacanza e non si ha nulla di valore con sé.

Ho avuto la fortuna di alloggiare in ostelli così belli da incontrarci persino famiglie al completo; non sempre ostello è sinonimo di ospizio, anzi!
Indipendentemente da ciò, vivere l’ostello mi ha permesso di incontrare e conoscere molte persone, spessissimo asiatiche, che, una volta tornata a casa, mi han fatto capire che ne è valso la pena rinunciare alle mie comodità per qualche tempo, tempo ripagato in esperienza ed amicizie.

Consiglio l’ostello ai backpackers ed a chi vuole uscire dall’ordinario, vuol essere stupito ed essere impreparato all’imprevisto, è un po’ come mettersi alla prova, in un certo senso.

Ostello no, per chi…

Non consiglio di andare in ostello a chi non è in grado di adattarsi facilmente e preferisce la comodità all’inconsueto, a chi non vuole trovarsi il dentifricio altrui senza il tappo nel lavandino o svegliarsi con uno skyline di asciugamani appesi ad asciugare ovunque.


Ostelli che consiglio

Qui di seguito, vi propongo una breve lista di ostelli in cui mi sono trovata particolarmente bene:

  • Anda Venice Hostel, si trova a Mestre, a pochi passi dalla Stazione, ed è di recente costruzione. È l’ostello più bello in cui io sia stata, ci vado spesso la notte prima della Venice Marathon ed, ogni volta, mi ritrovo imbucata ad una festa.
    Ogni cuccetta ha lenzuola, federa, una presa per ricaricare i propri dispositivi ed una luce. I letti sono a castello a due piani e non è possibile scegliere la postazione, viene assegnata quando si riceve la chiave della stanza.
    I letti sono molto comodi, l’ambiente è molto pulito, fresco e famigliare. Vi sono ampi e molteplici spazi comuni, bella vista ed al pian terreno si trovano laptop, distributori e lavanderia.
  • YHA Ostello di Genova, si trova a (indovinate un po’?) Genova, in una zona verde e tranquilla (raggiungibile con un bus urbano) dalla quale si ha una vista spettacolare sulla città.
    Ho trovato bagni puliti, ampi spazi comuni e personale cordiale. I letti sono a castello a due piani.
  • Scream House, si trova a Milano in Viale Monza (Rovereto) vicino alla stazione della metro, per chi non ha molte pretese è ottimo.
    È un ostello un po’ particolare, si trova al primo piano di una villetta in stile liberty, la gentilezza del personale fa da padrone. I letti sono a castello a due piani.

Immagine di copertina: Chillhub Hostel Bang Tao Beach, Tailandia.

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Greta Cavedon

Ciao ✋🏻, mi chiamo Greta e sono una nerd inside! 💻Gli ingredienti della vita sono pochi ma buoni: informatica, musica (specie Disco, 70s ed 80s), correre e viaggiare. 👧🏻 Saltuariamente e sarcasticamente scrivo su Squerz, il mio sito un po' naïf! 💡