Guatemala: visita alla torrefazione del caffè a Trieste

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visita torrefazione Trieste

Sei alla ricerca di una visita alla torrefazione del caffè a Trieste? Sei curioso di sapere come si fa il caffè e quali siano i processi di tostatura dei chicchi? Oppure, sei alla ricerca di un pensiero davvero originale ed artigianale da regalare ad amici e/o parenti? Beh, per queste e molte altre domande, sappi che troverai una risposta proprio in questo articolo!

Visita alla torrefazione del caffè a Trieste

Un po’ per caso ho scoperto il coffee-shop Guatemala di Trieste, che all’apparenza sembra un piccolo negozietto che vende dolciumi, caffè ed infusi, ma è molto di più!

Dovendo acquistare una confezione di caffè per un regalo, mi sono diretta presso il punto vendita e, una volta all’interno, il proprietario Franco mi ha chiesto se fossi interessata a vedere dove si trovava la torrefazione, dicendo che sarebbe stata a due passi da lì, ed io molto incuriosita ho subito accettato.

La torrefazione Guatemala

A circa 200mt dal punto vendita sorge una piccola torrefazione a conduzione familiare, dove si possono vedere tutti i processi di lavorazione del caffè: a partire dal chicco verde importato che è ancora crudo, fino ad arrivare alla vendita.

Durante la breve visita alla torrefazione Guatemala di Trieste, ho visto come vengono tostati i chicchi di caffè. La tostatura consiste nell’arrostimento dei chicchi di caffè crudi (di colore verde), provenienti da diverse zone del mondo, che permette al chicco di raddoppiare di volume, cambiare colore e densità, affinché possa poi essere macinato ed impiegato negli usi più comuni, come nella preparazione di un caffè fatto con la moka, filtro etc.

visita torrefazione Trieste
Durante la tostatura all’interno della torrefazione.

Se andrete in visita alla torrefazione Guatemala di Trieste, vedrete i ‘green beans‘, importati da diverse aree geografiche (quali Brasile, Colombia, India, Honduras, Guatemala, Etiopia e così via), all’interno di grandi sacchi in juta da 70kg ciascuno. I chicchi crudi vengono poi impiegati nella tostatura in maniera del tutto naturale, senza l’aggiunta di aromi, affinché possano esprimere il loro massimo potenziale quando vengono utilizzati nella preparazione del caffè.

Dopo la tostatura viene fatto un controllo qualità sui chicchi e, successivamente, questi ultimi vengono inseriti in pratici sacchetti destinati alla vendita. Al momento dell’acquisto, il caffè viene macinato più o meno finemente, a seconda della destinazione d’uso e si conserva per un anno.

La visita alla torrefazione di Trieste

Per una visita alla torrefazione Guatemala di Trieste, ti consiglio di contattare (via telefono o per e-mail) direttamente la torrefazione e chiedere informazioni – qui i contatti – oppure passare al negozio e chiedere. Franco, Roberta e tutto il team sapranno soddisfare ogni tua curiosità in modo chiaro e professionale.
Inoltre, da febbraio 2021 verrà aperto un nuovo punto vendita, dove verranno fatti dei workshop per scoprire meglio tutti i segreti della tostatura e del magico mondo del caffè.


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Trieste ed il distretto del caffè

Trieste è la città del caffè per eccellenza e, storicamente, fu il più importante porto italiano per l’importazione del caffè fin dal 1700, quando acquisì la funzione internazionale di porto franco.

Negli anni, il caffè a Trieste è diventata una tradizione ed un elemento fondamentale della cultura della città, dando vita ad un patrimonio inestimabile di conoscenze, specializzazioni e, soprattutto, passione. Non è un caso che ci siano diverse torrefazioni nel cuore della città.

Infatti, Trieste è meglio note come il distretto del caffè, per via delle innumerevoli conoscenze sviluppate nel tempo in merito al piccolo chicco, che ha dato vita ad uno sviluppo a livello internazionale di piccole-medie realtà imprenditoriali, che tutt’ora investono ed innovano questo settore.

Ovunque tu vada a Trieste, sentirai che la città “profuma di caffè” perché ogni angolo lo ricorda. Innumerevoli sono i bar presenti in città, in cui chiunque ordina un “nero” o un “capo in b” (cappuccino in bicchiere), ma anche diverse mostre e manifesti mantengono viva la tradizione.

Fonti: coff-e.com (testo) |
Immagini: Tina Guina (copertina) | Nathan Dumlao.

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Greta Cavedon

Ciao ✋🏻, mi chiamo Greta e sono una nerd inside! 💻 Amo il web, l'informatica, la musica (la Disco e la Black Music 70s ed 80s), correre e viaggiare. 👧🏻 Vivo di crescita personale e cioccolata. 🍫 Saltuariamente e sarcasticamente scrivo su Squerz, il mio sito un po' naïf! 💡