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Vorrei illustrarvi e raccontarvi una delle mie ultime avventure “vagabondose”.
Verso fine settembre, periodo un po’ inusuale di mezza stagione, siamo partiti per la Grecia; destinazione Santorini.
Come si può ben sapere, Santorini è l’isola più a sud dell’arcipelago Ciclade, nel mar Egeo. Santorini, di queste 12 isole Cicladi, è quella con con superficie maggiore.
È un’isola di origine vulcanica, ha un’altitudine massima pari a 567m.

Un po’ di Storia & Geografia

Originariamente, Santorini, aveva una forma circolare, con una laguna marina interna ed un ampio cratere. Attualmente l’isola non è più “legata” come all’epoca; la parte principale(nella quale si è sviluppata la nostra vacanza) è a forma di “chela di granchio”, un fulcro centrale in mezzo al mare rappresentato da un vulcano con una mini caldera ancora attiva ed una piccola porzione di isola, Therasia, situata nella parte più a nord.
Santorini è una rinomatissima e nota località turistica; moltissimi i viaggiatori provenienti da tutto il mondo, soprattutto Cinesi.

Mappa di Santorini, fonte lonelyplanet.com

Mappa di Santorini, fonte lonelyplanet.com

Day 1

Partendo da Malpensa, all’alba, siamo arrivati a Santorini (nel villaggio di Kamari, aeroporto dell’isola) verso le 10. Accolti da un clima tropicale, ci siamo diretti in hotel, appoggiate le valigie e siamo partiti per l’esplorazione dei dintorni.
Il bello di Santorini, ciò che m’ha colpita subito insomma, è l’aria calma, il clima e, soprattutto, le casette bianche con tetti ad arco di volta caratterizzate da dei balconi azzurrissimi. Santorini potrebbe benissimo essere lo stereotipo del villaggio dei puffi.
Inizialmente, avendo visto come ultima “metropoli” el Gran Milàn, sono rimasta spiazzata dal paesaggio brullo che mi son trovata di fronte e che mi ha lasciato, comunque, ben poco tempo per affezionarmici e lasciarci il cuore.

Non avendo mezzi a disposizione e non conoscendo bene la zona, il day one l’abbiamo trascorso nella spiaggia nera di Kamari, vicino a dove alloggiavamo.
La spiaggia di Kamari è particolare per i ciottoli (in questo caso sassolini finissimi neri), per le nuotate ed i tuffi dalla scogliera.
Purtroppo, però, non abbiamo potuto vedere Kamari con il sole, era sempre nuvoloso (essendo Ottobre) e abbastanza ventoso.

È stata una giornata tranquilla; alla sera abbiamo cenato in un localino, situato in una delle strade principali, “To Pinakio”,  al quale mi permetto di far pubblicità (5 stelle su 5, cum laude) e nel quale abbiamo mangiato per ben 2 sere su 4, dal carattere originale e dal cibo squisito: semmai foste di passaggio, vi invito a provare la feta fritta, avvolta da una coperta di pasta sfoglia immersa in una cascata di miele e semi di sesamo.

Day 2

Il Day 2 è stato un giorno esplosivo: noleggio del quad! O meglio, uno dei 3 fatidici quad noleggiati; abbiamo avuto dei piccoli problemini tecnici (i quad si spegnevano, magicamente, lungo la strada asfaltata – consiglio di provarlo un quad, esperienza unica, ma potrebbe essere più affidabile una Matiz, che consuma comunque poco e non costa molto di più) e ci sono dovuti raggiunge col cambio, come se fosse un cambio gomme di Formula 1, in diverse località.
Col quad ci siamo azzardati a percorrere numerose scoperte di stile: partendo da Kamari (situato nella parte sud-est) e percorrendo tutta la costa est, siamo arrivati ad Oia (44km A/R circa).

Oia è uno dei luoghi più suggestivi in assoluto di Santorini: punto primo per il tramonto, punto secondo per l’atmosfera notturna, punto terzo per il paesaggio spettacolare e, punto quarto, perché Oia è Oia!
Passeggiare per le viuzze di questa cittadina, di 3400 abitanti, è un po’ come percorrere le calli strette, e colme di gente, di Venezia.
Il villaggio di Oia si affaccia a picco, oltre che verso il famoso cratere attivo, sul Mar Egeo e permette di apprezzare tutte le sfumature acquatiche che quest’ultimo offre.
Inoltre, Oia, è molto nota per i suoi mulini.
Verso le 19, ad Ottobre, è possibile contemplare il tramonto Greco e, dopo ciò, le millemila luci a ciel sereno della cittadina.
Tornare a casa l’è sta dura.. A causa del vento, del quad e del vestiario estivo che, ingenuamente, indossavamo. (l’immagine in evidenza nell’articolo è proprio Oia, al tramonto, con due mulini in lontananza)

Oia

Oia

Oia by Night

Oia by Night

Day 3 

Dopo Oia, del secondo giorno, al terzo giorno ci siamo diretti verso l’antica Thira (nota anche come Ancient Thira); la parte più antica dell’isola, con varie rovine greche, situata a due passi da Kamari e a tre da Perissa: è proprio allocata sul cocuzzolo di una “montagna”.

La strada che collega Kamari all’antica Thira (ex capoluogo dell’isola) è formata prevalentemente di sassi, è molto tortuosa, ma ne è valsa la pena farla: la vista da lassù è qualcosa di unico, da una parte ti trovi il bel mar azzurro e dall’altra la classica visuale greca (il paesaggio leggermente spoglio, arido e grezzo).

Sguardo da Ancient Thira verso Kamari.

Sguardo da Ancient Thira verso Kamari.

Sguardo da Ancient Thira verso Perissa.

Sguardo da Ancient Thira verso Perissa.

Dopo la visione di Ancient Thira ci sta, giustamente, Thira (o Fira) attuale!

Il capoluogo di Santorini è proprio Thira; si trova nella parte centro occidentale dell’isola ed ha un’altitudine di 260m.

Thira si estende anche più a nord, dove vi sono due villaggi di cui uno prende il nome del capoluogo, Firostefani e Imerovigli distanti circa 1km.

Anche qui, il paesaggio è quello tipico ciclade; chiese a cupola, con le varie croci issate agli apici, dai tetti blu o bianchi, numerosi negozietti che vendono souvenir come se non ci fosse un domani e graziosi ristorantini greci.

Vista da Thira verso il cratere e l'isola di Therasia (Santorini), più a destra.

Vista da Thira verso il cratere e l’isola di Therasia (Santorini), più a destra.

Ricordo che, nelle grandi cittadine, come Oia, Thira, Perissa, e limitrofi, c’è vita e sviluppo mentre nei paesetti un po’ più fuori, sperduti quasi, non c’è proprio niente… Specialmente nelle mezze stagioni, o in inverno, quando non è tempo di mare: ci si può immergere ed imbattere in luoghi davvero isolati dal mondo, dove prima di vedere anima viva bisogna fare chilometri. Possiamo definirli luoghi privè.

L’entusiasmo e la voglia di approfondire la visita in quest’isola, non c’ha fatto perdere molto tempo; nel pomeriggio dello stesso giorno ci siamo diretti verso la costa sud: siamo arrivati sino Perissa (raggiungibile tramite strada asfaltata unicamente da Thira), che ha una spiaggia molto più apprezzabile e meno spartana di Kamari, e verso la spiaggia rossa (la Red Beach, una spiaggetta sempre di origine vulcanica con dei grossi massi, che la circondano, e sabbia sottile tendente al rosso/bordeaux), da vedere specialmente se c’è il sole.

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Red Beach, Santorini.

N.B. Santorini ha tre tipi di spiaggia, la spiaggia bianca (White Beach), quella nera (Black Beach) e quella rossa (appena illustrata). Per problemi di tempistiche e di clima, la spiaggia nera non l’abbiamo visitata, era raggiungibile tramite barca dalla spiaggia rossa.

A gusto personale, ho apprezzato molto di più Oia che Thira, nonostante la seconda abbia la stessa densità di popolazione e sia il baricentro geografico di Santorini.

Day 4

L’ultimo giorno a Santorini, non avendo più il quad disponibile, ci siamo appollaiati in spiaggia a Kamari, dove abbiamo potuto guardare dei ragazzi che facevano parkour tra le rocce ed una chiesetta lì presente. Dopo un drink abbiamo camminato lungomare e speso parte dei nostri spicci nei market per gli ultimi regalini e cartoline.

Informazioni Utili/Cosa mettere nello zaino?

Come potete vedere, Santorini non ha dimensioni astronomiche e immensi spazi archeologici da poter visitare, anzi, è una località dove consiglio di andare per massimo cinque giorni (farla grande).

Non è troppo cara né, tantomeno, super economica; le zone principali sono le più dispendiose ma, adattandosi e spostandosi di poco dalle vie centrali, ci sono sicuramente prezzi accessibili a tutti: ad esempio, da “Roka”, un tipico ristorantino di Oia, un’insalatina (con feta greca, pomodori, olive, cipolla, peperoni verdi e foglie della zona molto saporite) partiva dai 6€ in su.

Per quanto riguarda i market, ci si può trovare di tutto e sono aperti dalla mattina presto alla sera tardi (alcuni anche fino le 23/24) con prezzi simili ai nostri italiani.

  • Un consiglio, concerne gli alimentatori: attenzione a non portarvi con voi alimentatori con l’attacco italiano (quello a tre “spinotti” per capirci), a meno che non abbiate un adattatore; in Grecia hanno solo prese nelle quali introdurre caricatori a due “spine”.

Ad ottobre il clima è abbastanza ideale per visitare e muoversi con facilità, sia per quanto riguarda il traffico che le temperature: non fa né troppo caldo né troppo freddo e si sta sicuramente meglio che in Italia (affrontare i 13 gradi e pioggia al ritorno in Italia, nei giorni successivi, è stato a dir poco traumatico).

  • Portatevi magari, per sicurezza, un k-way (di quelli versatili che ci sta ovunque, perché per la sera è fondamentale dato che è un’isola parecchio ventosa, a meno che non siate calorosi) ed un ombrellino che mal non fa (nonostante il nostro non sia mai uscito dalla valigia, mai usato).

I costumi sono sempre ben accetti!

  • Per quanto riguarda la cucina greca: non preoccupatevi, è ottima! E ve lo dice una che è delicata e non poco! Sconsiglio però la pizza, che è tutto tranne che pizza! Piuttosto chiedete sempre, se avete occasione se no trovatevela, cosa c’è di fresco o qual è il piatto tipico del ristorante/locale nel quale volete mangiare e cosa consigliano di provare i camerieri/proprietari.

Se siete di passaggio a Kamari, verso sera magari, fermatevi nel ristorante n° 1 di TripAdvisor: “Captain’s”, è una taverna che serve principalmente pesce e cibi a base di pesce, l’accoglienza (del Capitano, proprietario) è unica, vi illustreranno il pesce pescato in giornata che hanno.

In Grecia regna l’accoglienza, siate gentili! Hanno dei modi di fare molto carini nei confronti dei viaggiatori, di passaggio e di ritorno; dove ho avuto il piacere di andare, sono sempre rimasta stupita dalla gentilezza e dal comportamento delle persone che ho incontrato.

Inoltre, la Grecia, è molto religiosa difatti è costernata di Chiese.. Ci son chiese in ogni dove, in mezzo al nulla state tranquilli che troverete almeno una chiesa! Sono ovunque.

Per l’alloggio, se non avete alba di dove andare, consiglio di pernottare da Petros all’ “Acropole”: un carinissimo hotel/B&B (se così si può chiamare) con una vista mozzafiato su Kamari, ove poter ammirare il sole che si immerge nell’acqua, come un biscotto che si toccia in una tazza di latte, verso sera e dove farsi coccolare dal trattamento del personale; da provare le colazioni abbondanti e dediziose che non vi faranno di certo tornare a casa facilmente.

 

Semmai nella vostra mente alloggiassero dubbi o perplessità, non esitate a chiedere! Sarò lieta di consigliarvi qualcosina.

 

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Greta Cavedon

Greta Cavedon

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Sono Greta, autrice di Squerz! Tutto quel che vedrete qui dentro beh.. È frutto di taaanta passione, voglia di fare ed un pizzico di follia!