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La tradizione vuole che Teofrasto, nel 310 a.C., filosofo greco e discepolo di Aristotele, sia stato il primo a gettare in acqua il suo messaggio mediante una bottiglia.
Ma ancor prima di lui, nel 3000 a.C., vi furono i Sumeri che con le loro tavolette di argilla le quali, una volta scritte, con una scrittura cuneiforme, ed essiccate al sole, idearono le prime lettere. Scrittura che venne poi spazzata via dall’inchiostro, penna e papiro degli Egizi e la loro scrittura geroglifica.

Siamo nel 1843, quando viene brevettato il fax (da telefax), ideato dall’inventore scozzese Alexander Bain, basato su un meccanismo elettromeccanico a pendolo, al quale segue il pantelografo di Giovanni Caselli, nel 1861, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Moltissime invenzioni per la trasmissione di messaggi sono state progettate per far comunicare più persone fra loro; l’invenzione del telefono arrivò molto dopo, nel 1871 grazie ad Antonio Meucci ed il suo telettrofono, il quale prototipo fu costruito nel 1854 ma, a causa delle precarie condizioni economiche, non fu brevettato.

Cent’anni dopo, nel 1971, nacque un primo sistema di messaggistica, grazie a Jon Postel, in grado di scambiare messaggi fra le varie università. Questo servizio, basato su rete internet, fu chiamato posta elettronica.

email marketing

 

La posta elettronica, meglio nota come email, è tutt’ora un mezzo molto potente per informare, inviare messaggi, allegati, condividere file e, soprattutto, fare propaganda. Quante email, che spesso contrassegnamo come spam, ci arrivano ogni giorno?
Con il termine propaganda, intendiamo quella sorta di marketing diretto che utilizza, appunto, la posta elettronica come mezzo per comunicare messaggi, sia commerciali che non, al pubblico ed ai propri clienti: tutto ciò si chiama email marketing.

Email Marketing

Generalmente si utilizza l’email marketing per invitare un nuovo cliente ad iscriversi al nostro sito piuttosto che provare nuovi prodotti, fedelizzare i clienti abituali con sconti particolari oppure inviare “manifesti digitali” per informare dei nuovi prodotti.
Tutto ciò avviene mediante una lista preselezionata di clienti, denominata Direct Email Marketing; grazie a queste liste si possono anche selezionare i clienti che dovranno ricevere le comunicazioni, tutti piuttosto che una cerchia ristretta, mediante l’utilizzo di appositi filtri.

Ed è proprio utilizzando dei filtri che si riesce a non finire nella cartella “spam” degli utenti; secondo un articolo di MDirectorDelivery: consigli per entrare nella inbox”, il 21% delle mail che i brand inviano, non arrivano nella posta in entrata dei destinatari. Così facendo, la maggior parte delle campagne di email marketing va a finire nel secco, perdendo di efficacia.

Esistono degli strumenti per dare qualità alle proprie email.
Sempre citando MDirector, si possono controllare delle black list pubbliche, le quali identificano domini e IPs della posta indesiterata; se viene rilevato qualcosa di strano, come il blocco di IPs e domini, potrebbe esserci un motivo per cui non arriva la nostra posta. Vi sono anche dei servizi per indirizzi email mirati, come “hotmail” piuttosto che “gmail”, i quali permettono di ricevere la percentuale delle email che si trovano nella cartella SPAM.
Ed infine, ci sono dei consigli su come entrare nella lista “bianca” (white list), ossia come far entrare il nostro messaggio via email con risultato positivo, monitorando le consegne, per esempio, piuttosto che intervistando i nostri utenti, eliminando i clienti superflui e molto altro ancora.

Consiglio gli spunti di MDirector a chiunque voglia entrare nel mondo dell’email marketing.

Articolo scritto in collaborazione.

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Greta Cavedon

Greta Cavedon

Ciao ✋🏻, io sono Gretaas e sono una nerd inside! 💻

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Saltuariamente e sarcasticamente scrivo su Squerz, il mio sito un po' naïf! 💡