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MacOS Sierra è il tredicesimo aggiornamento del sistema operativo desktop di casa Apple, presentato ufficialmente ancora a giugno di quest’anno e disponibile al pubblico dallo scorso settembre.

Ciò che contraddistingue principalmente Sierra dagli upgrade meno recenti è la possibilità di comunicare con Siri, l’assistente vocale presente su iOS dal modello 4s (2011), l’ottimizzazione dello spazio nel proprio dispositivo, le grandi novità interattive di iMessage, il restauro di Apple Music ed un sacco di altre innovazioni che prima non c’erano.

Visti i grandi cambiamenti, sono accorsa subito ad effettuare l’aggiornamento di Sierra; avendo un Macbook Pro del 2012 (mid), non è poi neanche così datato, ho pensato che non sarebbe stata una malvagia idea aggiornare l’ambaradan e provare il brivido di sentire la voce di Siri darmi la “Buonanotte Fiorellino!”.
Faccio presente che il mio Macbook, fino a qualche giorno fa, montava un fantastico 850 EVO di Samsung da 256GB con prestazioni al top, mai un problema, sin dal primo istante dopo esser stato sfornato dalla scatola (luglio dello scorso anno, acquistato su Amazon).

Chiaramente le cose non sono andate come sperato, se no cosa starei qui a raccontarvi?
Trascorso qualche giorno dall’aggiornamento, ho notato degli strani comportamenti sul mio computer, specie la lentezza nel caricamento di qualsiasi cosa, dalla ricerca Spotlight al caricamento di qualsivoglia tipo di file.
Tempo a dietro, decisi di optare per l’acquisto di un SSD (Solid Static Drive) a causa della troppa calma del buon Toshiba da 500GB, in dotazione nel Macbook (componente standard).
L’SSD mi stava dando gli stessi problemi dell’hard disk che avevo.

Dati i numerosi commenti e recensioni sul nuovo sistema operativo, ho subito pensato che MacOS Sierra fosse in beta e che, con l’aggiornamento successivo, avrebbero corretto tutti i numerosi bug presenti o probabilmente il mio computer, avendo ormai 4 anni, non supportasse a pieno questo upgrade. Dato il problema, ho re-installato il sistema operativo precedente, OS X El Capitan, nella speranza di risolvere i miei dubbi ma, così non fu.

Così non fu perché l’installazione della versione 10 del sistema operativo di Apple continuava a bloccarsi o impiegava moltissimo tempo a portare a termine l’installazione (pulita su SSD, effettuata più volte mediante l’unità di recupero) e l’iconcina a forma di ombrellino colorato continuava a darmi fastidio, azionandosi ogni 3×2.

Se anche voi siete nei miei stessi panni, non disperate! Potrei avere una soluzione che fa per voi, continuate a leggere…

L’Analisi del Problema

Provando a sentire diversi pareri di svariate persone è emersa la pallida idea che ci potesse essere qualche problema hardware; dopo aver effettuato un benchmark sia con Crystal Disk Mark che con Samsung Magician (potreste anche realizzare la versione per Mac, sciagurati) – il software in dotazione e scaricabile dal sito ufficiale di Samsung, con quale poter effettuare aggiornamenti vari, trasferire dati da vecchio SSD a nuovo e verificare le prestazioni delle proprie unità a stato solido – su Windows, è emerso che la velocità di lettura e scrittura era diminuita a circa 1/5 rispetto la sua capacità effettiva e dichiarata dalla casa madre.

Pensavo di aver risolto; credevo fosse l’850 EVO l’incognita.
Ma le sorprese non finiscono qui; decido così di effettuare un test mediante Crystal Disk Mark anche per l’Hard Disk, dal quale è affiorato che non aveva alcun problema e la lentezza presupposta prima di sostituirlo, era data da altro.

La realtà era ben diversa; era il mio laptop ad avere un problema.
Dopo numerose ricerche nel web ho tentato la sorte ed ho ordinato un cavo flex, il cavo ultra piatto allocato sulla parte destra del pc che collega la scheda logica alla memoria secondaria (il nostro disco rigido o statico) mediante interfaccia SATA.

Il cavo Flex in questione

Ho rimesso il vecchio Hard Disk, perché attualmente sono sprovvista di un SSD, ed ho re-installato nuovamente MacOS.

Magicamente tutto è tornato a funzionare come di dovere senza ombrellini colorati né impedimenti vari; Siri è finalmente tornato a darmi la “Buonanotte Fiorellino”.


Ho scritto questo piccolo articolo con la convinzione e speranza di poter condividere un aiuto a chiunque avesse di questi problemi ma che, modesto ed orgoglioso come la sottoscritta, vuole risolvere da sé, senza portare in assistenza il proprio computer e rimanere a “piedi” per lungo tempo.

Consiglio caldamente, da buona neofita, di metter mano all’hw del proprio computer, specie se non è più in garanzia previa la perdita, con estrema cura, precisione e meticolosità (solo dopo aver staccato la batteria, possibilmente), controllando bene l’allocazione delle viti e lo studio premeditato di come smontare qualsiasi pezzo; non per niente ho sradicato il sensore IR, il LED bianco che mi identifica quando il computer è in modalità StandBy piuttosto che spento.

Qui la guida di iFixit per cambiare il cavo flex.

P.S. Utilizzate sempre cacciavite di medio/alta qualità (tedeschi?) onde evitare di trovarsi con viti spanate.

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Greta Cavedon

Greta Cavedon

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Sono Greta, autrice di Squerz! Tutto quel che vedrete qui dentro beh.. È frutto di taaanta passione, voglia di fare ed un pizzico di follia!