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Apple, l’azienda leader di prodotti hi-tech, riconoscibili dalla mela morsicata, fa salire la febbre non solo a me ma anche a Wall Street, a quanto pare.

Ebbene sì, non è di certo una novità quella che Apple sia campionessa di incassi: numeri da capogiro ruotano attorno ad iPhone, Macbook, Apple Watch ed iPad: questi i principali prodotti venduti dal marchio “Designed by Apple in California”.

È proprio di iPhone che vi voglio parlare.

Siamo a giovedì 14 settembre e sono trascorsi soli due giorni dalla presentazione dei nuovi smartphone della casa Statunitense: iPhone 8, 8 Plus e X (i primi due disponibili dal 22 settembre, l’ultimo a partire da novembre al costo di 1189€ –valuta Europea–).

Come di consuetudine, prima dell’uscita di un nuovo smartphone, le azioni di Apple sono cresciute del 27%; ad ogni uscita di un iPhone, nel periodo che va da due settimane prima del lancio a sei mesi dopo, si ha questa crescita – stando alle statistiche di Kensho, una piattaforma addetta ai Big Data, che fornisce informazioni di carattere finanziario –.
Poco dopo la presentazione, il titolo che viaggiava in rialzo, si è chiuso in lieve calo (-0,42% a 160,82 dollari); succede, dopo settimane di indiscrezione e rumors. Nonostante ciò, sono salite le azioni di aziende che fanno componenti per iPhone, come StMicroelectronics.

Secondo alcune ipotesi, Apple potrebbe raggiungere i mille miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato; in parole “umane”, l’azienda capitanata da Tim Cook, all’epoca Steve Jobs, in borsa ha un valore di mercato di 800 miliardi di dollari, dato dal numero di azioni (attualmente 5.213.839.000) moltiplicato per il valore di ogni singola azione (attualmente 159,65$).
In termini ancora più spicci; molta gente che ci investe capitale liquido, sperando che l’azienda vada sempre meglio al fine di far valere le proprie azioni sempre di più.

iPhone 2G.

Ricordo che il primo iPhone è stato commercializzato, inizialmente negli Stati Uniti, il 29 giugno 2007 e presentato da Jobs, a gennaio dello stesso anno, a Cupertino: dal peso di “soli” 135gr, iPhone EDGE (nome dato dalla connessione di rete massima ricevuta), con scocca in alluminio, chip A1, display da 3.5” touchscreen (uno dei primi, faceva invidia agli – allora – palmari), sistema operativo iOS 1.0 (successivamente aggiornato fino alla versione 3.0, con tre applicazioni in croce), capienza di 4, 8 o 16GB, fotocamera (posteriore) da 2mpx, disponibile nelle colorazioni grigio e.. grigio, ha fatto subito successo: probabilmente non ha preso piede in tutto il mondo, essendo la prima scatoletta portatile (faceva un baffo alla blue box di Steve e Woz, già) venduta da Apple, ma negli Stati Uniti c’era già coda fuori dagli Store per accaparrarsene uno.


Come ogni andamento che si rispetti, anche Apple ha i suoi alti e bassi: a maggio ha perso l’1%, ossia il valore delle sue azioni è sceso dell’1%, con azioni che valevano – indicativamente – 143,54$.

Azioni Apple nell’ultimo semestre, agg. 14 sett. 2017

Bastarono poche parole ma incoraggianti: dopo le parole dell’economista Warren Buffett volarono azioni e toccarono il tetto di 155,70 dollari.
Ad inizio di questo settembre, le azioni sono arrivate a 164,05 dollari (oggi valgono 159,61$).

Le prospettive per il futuro di questa azienda della Silicon Valley sono di certo alte.
Sempre secondo le analisi della piattaforma Kensho, si prospetta una capitalizzazione che supererà i mille miliardi di dollari, rispetto gli 800 attuali; affinché avvenga questo, le azioni dovrebbero salire almeno fino a 193/194 dollari.


Apple non è, appunto, solo iPhone: Apple Watch e MacBook ad esempio, sono anch’essi leadership nel mercato, assieme a servizi come Apple Pay ed Apple Music o iTunes.
Ma come ben saprete meglio di me, tutti questi prodotti sono collegati ed inseriti in un sistema chiuso, impossibile l’utilizzo di un Apple Watch senza essere affiancato da un iPhone piuttosto che il trasferimento di dati via BlueTooth da un iPhone ad un altro telefono con sistema operativo diverso da iOS o MacOS, il quale pone grosse domande verso il futuro, sarà sempre così?

Bensì, Apple continuerà a sbancare nel mercato, nonostante la concorrenza ed un’asticella di prezzo sempre meno agevole, verso una vasta fetta di pubblico al quale offre, tutt’ora, copertura?
E per concorrenza intendo: Xiaomi con il suo ultimo lancio del medio-gamma, Android Mi A1, ad un costo molto contenuto (all’incirca 180€) con Android One, piuttosto che Samsung con il nuovo Note 8 o Huawei che sta scalando la montagna di produzione di telefoni, posizionandosi al secondo posto.
Ah, certo, dimenticavo un dettaglio, l’assistenza di questi ultimi produttori lascia desiderare o è pressoché inesistente rispetto il colosso Californiano.

Credit: Il Sole 24h e The Wall Street Journal.

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Greta Cavedon

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