5 minuti

Madame Tussauds è uno dei musei delle cere più noti e rinomati in tutto il mondo, infatti è presente in diverse città, tra le più grandi: Amsterdam, Berlino, Blackpool, Hollywood, Hong Kong, Las Vegas, New York, Orlando, Shanghai, Sydney, Vienna, Washington ma quello di Londra è il principale nonché il più antico.
È di proprietà di Entertainments, l’azienda inglese che possiede Gardaland e Legoland.

dsc_0400

A destra Mo Farah – mezzofondista -, a sinistra Jessica Ennis – eptathlon e pentathlon -, al centro la sottoscritta

Anne Marie Grosholtz, la fondatrice, era una donna di origini Francesi, nacque a Strasburgo (Alsazia, regione a nord-est della Francia) il primo dicembre del 1761 ma non conobbe mai il padre, un soldato tedesco, ucciso in battaglia durante la Guerra dei Sette anni.
La passione delle cere fu tramandata dal dottor Curtis; un medico al quale la madre della Grosholtz faceva da governante, dopo essersi trasferita con la figlia a Berna.
Curtis era abile nella modellazione delle parti anatomiche in cera, utili per le sue lezioni di anatomia, e passò la passione alla piccola Marie.
Per Marie, Curtis era un famigliare ed infatti gli attribuì il *valore* di “zio”.
Lo zio si trasferì a Parigi nel 1765 e dopo 12 anni, Marie e la madre, lo raggiunsero: lì aveva creato un vero e proprio atelier dove modellare statue in cera. Marie sin da subito dimostrò di avere talento nella produzione di statuine in cera realizzando così il suo primo capolavoro: la statua del filosofo Jean-Jaques Rousseau nel 1778. A seguito vennero Voltaire (drammaturgo, 1694-1778) e lo scienziato Benjamin Franklin (1706-1790).
Grazie alla rivoluzione Francese, nella quale la giovane artista rimase coinvolta, riuscì ad incontrare personaggi importanti, fra i quali Napoleone Bonaparte, Roberspierre, e intraprendere delle conoscenze reali; insegnò arte alla sorella di Luigi XVI e si trasferì nella Reggia di Versailles.

Nel luglio del 1789, le teste di cera di Jacques Necker e Luigi Filippo II di Borbone-Orléans realizzate da Curtis, vennero portate in giro per Parigi in una manifestazione di protesta, a due giorni dallo scoppio della rivoluzione.
Marie venne così arrestata dai rivoluzionari per sospetto di simpatie verso la monarchia.
Durante la sua permanenza nel carcere Francese, fu adibita all’esecuzione delle maschere di cera dei condannati a morte, alcuni dei quali erano stati suoi amici.

Quando lo zio Curtis morì, nel 1794, la “nipotina” acquisita ricevette in eredità la sua collezione artistica.
Un anno dopo sposò François Tussaud dal quale ebbe due figli, Joseph e l’omonimo Francis. Il matrimonio non andò molto bene e l’artista non volle più incontrare il marito dopo il 1802.
Quell’anno fu decisivo per lei; si trasferì a Londra con Joseph, che aveva quattro anni. A seguito delle guerre napoleoniche le fu impossibile ritornare in Francia e riprendersi l’altro piccolino.
Per non perdersi d’animo, cominciò a mostrare le sue opere in giro per tutta l’Inghilterra (compresa la Scozia) e l’Irlanda.
Tra il 1921 e 22, l’altro figlio raggiunse la madre ed il fratello e nel 1835, Marie, realizzò la prima mostra permanente a Baker Street (sede corrente del museo).
Nel 1838 scrisse le sue memorie e nel 1842 realizzò un autoritratto, attualmente presente all’ingresso di ogni suo museo. Alcune statue realizzate da lei, sono tutt’ora esistenti.

All’età di 89 anni, nel 1850, morì a Londra. Le fu dedicata una targa in suo onore nel lato destro della navata della chiesa di St. Mary’s Cadogan Street di Londra.

Madame Anne Marie Tussaud | Fonte: wikipedia.org

Madame Anne Marie Tussaud | Fonte: wikipedia.org


0fa117f7d5bdb8484aa9f971da1a9a5c7766c27eAll’interno del museo inglese, il più celebre, si possono ammirare le statue di “leader”, come la Regina Elisabetta II, Barack Obama, Angela Merkel, Dalai Lama, Papa Benedetto XVI e molti altri.

Oltre a loro possiamo trovare moltissimi divi del cinema e non solo, anche cantanti, band musicali e sfilate a mo’ di “Fashion Week”.

Per non rendere la cosa troppo stancante, negli ultimi anni, sono state attivate delle attrazioni dedicate ai turisti come il planetarium, nel quale si può simulare un viaggio nello spazio o vedere un film in 4D; noi abbiamo visto un film della Marvel: Marvel Super Heroes.
Abbiamo svolto anche l’esperienza immersi nel mondo di Sherlock Holmes, ambientato nei luoghi salienti del romanzo, e quella di Star Trek (nulla di entusiasmante, sono statue di tutti i personaggi).
Le avventure interattive vengono aggiornate ogni tot periodi, al fine di mantenere una continuità con le novità dei film/racconti/trends esordienti.

Il personaggio con più raffigurazioni è Lady Gaga, presente in ogni museo (20 raffigurazioni totali).


La mia esperienza ed i segreti più nascosti

Il primo Agosto di quest’anno ero contentissima; ero felice perché sapevo che sarei andata al museo delle cere, ci andai anche quando ero piccola ma non ricordo bene com’era e così ho deciso di tornarci.
La mia felicità si sciupò presto, non appena vidi l’interminabile coda al di fuori, nel marciapiede del museo.
Londra l’ho visitata principalmente da “fuori”, non sono entrata in musei o teatri vari e mi sono riservata di andare solamente a quello delle cere, non l’avessi mai fatto!
Dopo più di 2h e 30 minuti siamo riusciti ad entrare! Era lunedì mattina e non pensavamo ci fosse tutta quella coda.
Per entrare ci sono diverse tipologie di scelta: chi fa il biglietto sul posto, chi lo acquista online ed i gruppi. Noi abbiamo scelto di fare il biglietto sul posto perché, su internet, si trovano degli sconti molto vantaggiosi; grazie a Days Out Guide, siamo riusciti ad avere il 2×1 semplicemente acquistando un biglietto giornaliero (di sola andata) delle ferrovie inglesi.
Vi spiego; acquistando un biglietto National Rail af45ab1e5c giornaliero (o di un lasco di tempo ben preciso, quindi avete maggior margine per andare a visitare il museo – ovviamente nelle date incluse nel biglietto del treno -) avete diritto allo sconto di una persona su due, in questo e molti altri musei.
Non vale la Oyster Card né altri abbonamenti o biglietti che siano diversi da quelli con il simbolino ufficiale delle ferrovie.

Sul sito Days Out Guide, vi basterà registrarvi aggiungendo il biglietto al carrello o semplicemente scaricare il biglietto 2×1: non viene effettuato alcun pagamento in quel momento o addebito su carte (non vi viene nemmeno chiesto di inserire modalità di pagamento), vi scaricherete semplicemente il modulo nominativo (DA STAMPARE!), nel quale vengono spiegate le condizioni della modalità di accesso e vi sarà inserito un codice a barre – dedicato allo sconto da applicare al momento del pagamento (direttamente al museo, quindi).
Dovrete inserire la data indicativa del viaggio, il numero di persone (bambini compresi) e la stazione di partenza; sul sito vedrete subito quante sterline andrete a spendere, ad esempio per due persone 34£ al posto di 68.
Noi siamo partiti dalla stazione Bethnal Green e siamo arrivati, in treno (non con la metropolitana! perché NON VALE!!!), a Baker Street dove è locato il museo.

Altra tipologia di biglietto è quella acquistabile direttamente sul sito, o all’entrata; i tickets hanno una formula con la quale si può scegliere una seconda attrazione (come la London Eye piuttosto che Sea Life, London Dungeon o Shrek’s Adventures, si trovano fisicamente lungo il Tamigi vicino alla City di Westminster) ad un prezzo discretamente vantaggioso. Eventualmente si possono unire addirittura due o più attrazioni.
I prezzi online o al museo rimangono invariati, i costi non cambiano dunque, eccetto per la formula che vi ho proposto mediante Days Out Guide.

L’interno è abbastanza caotico, specialmente nei giorni di punta, vi è la prima area con le statue (due o più stanzoni grandi raggiungibili tramite ascensore), l’avventura di Sherlock e poi l’esperienza 4D. A finire la giostra, Star Trek e lo shop.
La cosa che meno mi è piaciuta è stata la gestione del tempo; per le avventure (a partire da Sherlock) c’è sempre un’attesa, perché si entra a gruppi di tot persone. Per l’esperienza 4D i tempi di sosta sono lunghi, anche 15 minuti.
Alcune statue, specie le più recenti, non sono fatte benissimo (a mio modesto parere); anche la statua della Winehouse ad esempio, come potete vedere dalle foto, non è proprio reale come altre. Le più datate, secondo me, rendono meglio.
Nel complesso è bello, un bel ricordo ed un modo alternativo di passare una giornata.

La coda nella parte iniziale, poi all'interno c'è un percorso (con indicati i tempi di attesa). Qui siamo a 2.5h di attesa

La coda nella parte iniziale del museo, poi all’interno c’è un percorso (con indicati i tempi di attesa). Qui siamo a 2.5h di attesa. Da notare il bassorilievo dedicato a Madame Tussaud | Fonte: Stintup.com

Per quanto riguarda gli orari di apertura: 9-18 di domenica, 9.30-17.30 da lunedì a sabato. Per le date vi invito a visitare il sito ufficiale in questa pagina, nel quale troverete tutti i giorni di apertura/chiusura ed eventuali modifiche.

P.S. Portatevi qualcosa da sgranocchiare che non si sa mai, all’interno ci sono dei piccoli bar ma hanno prezzi folli e, tra un’attesa e l’altra, il buco allo stomaco si fa sentire!

Previous post

Londra: l'essenziale

Next post

Apple: le novità di iOS 10 [SPECIALE]

Greta Cavedon

Greta Cavedon

Hola!
Sono Greta, autrice di Squerz! Tutto quel che vedrete qui dentro beh.. È frutto di taaanta passione, voglia di fare ed un pizzico di follia!